C’è un silenzio che urla, e io vorrei solo farlo cessare. Avvicinarmi a te e non lasciarti più.
Ti ho infastidito, l'ho capito. Forse ti sei chiuso a metà. Ma io…
Ti ho detto che non volevo sanguinarti addosso, che avevo bisogno di tempo. Ma la verità è che ho solo timore. Paura che le ferite si aprano e tu possa essere sale.
Non ti farei toccare da una goccia.
Eppure sei rimasto. Hai detto “Ti amo” e lo hai dimostrato nel silenzio. Nella costanza. Hai parlato a modo tuo.
Io ora lo so: non posso più tornare indietro. Sono qui. Voglio andare avanti.
E mi scopro a pensare – con tutta la mia ironica impazienza – se sia meglio vederci con il Sole in Toro (che tocca la mia seconda casa e la prima e seconda tua), o aspettare il Cancro, o addirittura il Leone. Ma no. Non posso aspettare. Non resisto più.
Voglio vedere i tuoi occhi. Le tue labbra. Voglio costruire. Voglio diventare noi. Anche se noi non abbiamo mai smesso di esistere. Anzi.
Tu mi percepisci anche a chilometri.
Tu lo sai.
Vieni. Perdiamoci per Roma. Due giorni soltanto. Due giorni infiniti.
Dalla rovina alla gioia. La nostra.
Tanto vale cominciare. Tanto vale passare dal Via.
“Scusa il ritardo, Amore. Ma questa volta… io e te saremo noi"
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